Tormentati da un amore non corrisposto

Tutti sognano un amore corrisposto, bidirezionale, ma esso ha mille volti, mille perché, non è quasi mai puro e candido come si è soliti vedere nei film d’amore, in effetti nella realtà l’amore allo stato puro è proprio quello non ricambiato.

Un amore che genera rabbia, frustrazione, angoscia, ossessione, tormento, per un oggetto d’amore che non diventa solo bello da vedere, ma diventa pregno di fascino per la sua dimensione totale, per la mente, i gesti, le movenze che assumono un’esclusività fuori da ogni clichè.

Pensate a Narciso, quel giovinetto diventato un antonomasia, non faceva che prosciugarsi d’amore per se stesso, lo stesso prosciugamento che subiva la ninfa Eco, causato dalla sofferenza di quell’amore non corrisposto, rifiutata da lui .. “levami le mani di dosso, vorrei morire piuttosto che darmi a te”!. Nonostante il disprezzo e la delusione, l’amore di Eco era confitto nel cuore, cresceva di giorno in giorno. Tra odio e desiderio, entrambi trovarono amore in un luogo senza speranza.

Un altro esempio di amore non corrisposto è quello di Catulllo per la sua tanto amata Lesbia, che “cedeva alle sue lusinghe quando non aveva altro da fare o nessun altro pollo da spennare”. Lesbia era fatta così, aveva mancato più volte al patto d’amore, infilandosi nei letti altrui, pur sapendo che se ne sarebbe pentita e sarebbe ritornata tra le braccia del suo Catullo. Per lui, ogni abbandono era come se fosse lultimo, e in quei momenti di disperazione, prometteva a se stesso di dimenticarla una volta per tutte, ma non appena lei ritornava, crollavano tutte le sue intenzioni; chi ha provato ad innamorarsi di una persona volubile, per dirla con un eufemismo, lo sa bene. Catullo soffriva di una sorta di autolesionismo quasi cronico, Lesbia rappresentava l’oggetto di un amore altalenante, fra momenti di pura felicità e momenti di cupa infelicità.

Scrive:“Odio e amo. Forse chiederai perché faccio questo.
Non lo so, ma sento che così accade, e me ne tormento”.

Capita di amare e odiare nello stesso tempo una persona, e a questi sentimenti contrastanti non esiste risposta.

Lesbia promise di amarlo, ma a suo modo, un modo che genera in Catullo odio e amore, e più l’offesa era grande, più Catullo la amava, sempre di più, fin quando non esaurì la sua pazienza  e declamò:

“viva pure e goda con i suoi amanti,
tenendone trecento fra le braccia,
e non amandone sinceramente nessuno
ma ugualmente rompendo i fianchi di tutti;
e non aspetti, come prima, il mio amore,
che per sua colpa cadde come fiore dellultimo prato,
dopo che fu toccato da un aratro che passava”.

L’amore ha un suo corso: “la nascita del sentimento e i momenti felici, il patto d’amore, il tormento e il distacco”. L’amato diventa polo di attrazione, dipendenza, inaridisce la gioia di vivere. La mente e l’anima sospesi in quel pensiero continuo, intenso e nascosto, la mente inizia a sconfinare i limiti di ogni logica comune, va oltre l’immagine che effettivamente essa rimanda. Gli occhi guardano con illusorietà e la mente si infiamma di desiderio, lo stesso desiderio che si prova nell’accendersi una sigaretta e godere del suo sapore dipendente. E’ dalla notte dei tempi che “gli amati che non amano” occupano un posto importante, a volte più di un amore ricambiato, che non lascia il gusto dell’amaro, ma solo scene di dolcezza una dietro l’altra, consumate senza far male, senza una dose di profondo desiderio nocivo, velenoso, mortale.

“Se infelice è linnamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato”.

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