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Il Venezuela ha attirato, fin dai tempi della colonia, numerosi viaggiatori, scienziati o avventurieri,
chi alla ricerca dell’oro, chi per scopi scientifici alla ricerca di strane specie animali o vegetali, o semplici
viandanti alla ricerca di nuove e stimolanti emozioni. Tanto da farlo diventare lo scenario di libri di avventura
come il Mondo Perduto. Oggi il Venezuela offre una bellezza scenografica unica nel suo genere:
basti pensare alla zona dei Tepuy disseminati lungo una savana abitata da comunità indigene, ancora
intatte a causa dell’isolamento e delle difficoltà di accedervi. La zona dei Tepuy non è solo il Salto Angel,
la cascata più alta e più conosciuta del mondo, la cui sola visione vale il viaggio, ma tutta la zona della
Gran Sabana con il Roraima e il Kukenan, pronti ad aspettare i trekkers desiderosi di scalarlo, esattamente
come fecero i primi esploratori, o sorvolarli a bordo di elicotteri per ammirare interamente la loro maestosità’,
o anche semplicemente camminando su tappeti del prezioso diaspro che alla luce del sole appare
come un enorme lingotto d’oro. Per gli amanti di grandi emozioni, vale la pena percorrere in canoa un
tratto del mitico Orinoco scoprendo, sulle sponde, villaggi di comunità indigene e montagne sacre che sbucano
improvvise nell’inaccessibile ed esuberante selva. Per gli amanti della fauna, qui si può impazzire
partendo dalla zona degli Llanos, che per la loro conformazione e il tipico clima raggruppano una grande
varietà di animali, per passare nei vari parchi della costa dove si potranno osservare uccelli marini e migratori.
Senza parlare delle varie specie endemiche, sia di flora sia di fauna, che si sono sviluppate in zone
remote come, ad esempio, sulla cima dei Tepuy. La lunga costa è disseminata di parchi naturali e di cittadine
e villaggi coloniali, alcuni dei quali con una predominante popolazione di colore che tutt’oggi mantiene
intatte alcune tradizioni africane che si ritrovano soprattutto nella danza e nella musica. Le isole, gli
isolotti e gli atolli, sono unici per il loro splendore, con al primo posto Los Roques, un atollo in miniatura
che racchiude piccole e solitarie isole circondate da un mare azzurro o blu o verde. La fine o l’inizio delle
Ande, dipendendo dai punti di vista, è proprio qui, con i tipici villaggi e la vegetazione dei paramos con i
gialli fraijleones, le lagune d’alta quota e le montagne dal cappello di neve. Una terra di grazia, per la bellezza
dei suoi paesaggi e per la diversità di colori e sapori racchiusi nel paese. Una storia creata dal
mescolarsi di etnie e culture: in ogni città venezuelana si potranno incontrare africani, indios, bianchi, asiatici
e arabi. Un mosaico di persone susseguente alle molte ondate migratorie. |